A Lovere, dall’Accademia Tadini, il territorio del Sebino e le strategie culturali di promozione e di valorizzazione

Sabato 12 novembre sono stata invitata dal Comune di Lovere, dall’Accademia Tadini e dal circolo Amici del Tadini, a partecipare alla giornata di studi dedicata al territorio Sebino “La promozione e la valorizzazione del territorio Sebino. Una guida alle buone pratiche”. La giornata di studi è stata pensata come un momento di restituzione dei risultati del  progetto di promozione e valorizzazione del lago d’Iseo, presentato nel 2015, approvato nel 2016 e finanziato con un importo complessivo di 300 mila euro dalla Regione Lombardia – Assessorato allo Sviluppo economico, nell’ambito del Progetto regionale di eccellenza: Valorizzazione turistica dei Grandi Laghi Lombardi.

Il mio intervento era incentrato sul ruolo della cultura come motore di sviluppo e di coesione. Le parole chiave della presentazione che ho proposto sono state mappe, relazioni, esperienza, complessità e infine futuro e una piccola ricetta.

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Mappa, mappare, mapping, cultural mapping (con diverse accezioni), georeferenziazione, cartografia culturale: Continua a leggere

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Cosa ci vuole per fare un distretto? (Dopo 6 anni il punto).

O forse dovrei scrivere: quante persone ci vogliono per fare un Distretto.

Tutte quelle che servono a un territorio per trovare e rinforzare la propria vocazione, per tradurla in un progetto strategico serio e ponderato, a una Fondazione bancaria (non una qualunque ma la Fondazione Cariplo) per studiare, promuovere, seguire, accompagnare e deliberare, quali tra i territori (inizialmente 33, poi 11, poi 6 aree lombarde valutate meritevoli di cofinanziamento) potessero iniziare la sfida di essere un distretto culturale.

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La mappa nera: disorientare per nuove letture

Da gennaio a maggio ZUP ha ospitato in tirocinio Arianna Innamorati. Arianna è laureata in Product Design e a dicembre discuterà la sua tesi per il corso di laurea Magistrale di Design del Prodotto per l’Innovazione, sempre al Politecnico di Milano. Durante il tirocinio formativo con ZUP The recipe for change Arianna ha sviluppato strumenti utili e di supporto per gli ZUPlab, concentrandosi sulle fasi dell’esplorazione territoriale, sia nei casi in cui ZUP intervenga nella coesione e nella partecipazione, sia nei casi in cui si parli di innovazione nel turismo. Uno dei prodotti per noi più interessanti, sul quale abbiamo lavorato negli ultimi mesi è la Mappa Nera, una mappa nascosta da uno strato nero di vernice, di volta in volta diversa a seconda dei luoghi dove ci troviamo a lavorare, pensata come strumento di per l’esplorazione urbana, che propone un nuovo modo di relazionarsi e muoversi all’interno del territorio.

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La Mappa Nera si presenta inizialmente come uno strumento di disorientamento, perché lascia completamente celati i luoghi.  In questo modo, Continua a leggere

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Perchè usiamo le picture cards per lavorare con I gruppi sull’innovazione strategica?

I metodi che utilizziamo prevedono un’alternanza tra momenti di formazione frontale e lavoro pratico con l’utilizzo di strumenti ad hoc per il brainstorming e l’elaborazione creativa. La metodologia che usiamo per lavorare con le carte è già stata consolidata nel nostro lavoro di facilitazione e partecipazione, lungo i diversi anni di lavoro, in momenti di formazione e workshop.

Ci ispiriamo alle pratiche di facilitazione e di progettazione condivisa usate soprattutto in ambito di design (ad esempio Ideo Method Cards e Play40 di Isao Hosoe), adattandole di volta in volta al nostro scopo. Ma usiamo spesso anche altre carte come quelle d’artista di Maria Lai, I Luoghi dell’arte a portata di mano  o quelle di Brian Ino Oblique Strategies, Over One Hundred Worthwhile Dilemmas).

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Impersonare l’innovazione: 6 personaggi

L’abbiamo usato all’Iris workshop del 2013, ma ancora prima con la Fondazione Fitzcarraldo per spingere verso l’innovazione delle visioni con dei personaggi trickster (personaggi leggendari, un po’ borderline, non proprio specializzati nel rispetto delle regole, ma capaci proprio per questo di stare – e dunque di portare – fuori dagli schemi) nel 2009, e poi rivisto e rimodellato nel 2014 con il workshop per la costruzione di un manifesto dell’accoglienza in Valle Trompia e poi a Cagliari per ragionare e definire in modo approfondito a quali target di riferimento indirizzare una nuova piattaforma operative e promozionale per un cluster di imprese culturali.

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I nodi (e la pazienza) per fare la rete: sui distretti culturali

Ancora a raccontare l’esperienza dei Distretti culturali, questa volta da Trento, sotto l’egida del TSM, della Provincia di Trento, con la collaborazione della Fondazione Fitzcarraldo e dell’Università di Trento.

Il titolo del mio intervento verteva intorno al fare governance partecipata, ossia a seguire e accompagnare i processi, con metodi, tecniche, strumenti, nel ruolo di referente operativo, che è stato di governance coach, per il progetto dei distretti culturali della Fondazione Cariplo.

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The innovation game: ne parliamo su STREAM

Ogni gioco è anzitutto e soprattutto un atto libero, gioco non è la vita “ordinaria” o “vera”. È un allontanarsi da quella per entrare in una sfera temporanea di attività con finalità proprie. J. Huizinga, Homo Ludens, Einaudi, 1973

C’è il tema della sfida, del divertimento, del raggiungere o vincere qualcosa, quello dell’imparare e quello del sovvertire il mondo, pur dandosi delle regole e facendolo sul serio (all’interno di quel contesto, di gioco, appunto, si fa sempre sul serio :-). Per me parlare di gioco significa prima di tutto parlare di sperimentazione di possibilità diverse per analizzare e risolvere problemi. Si tratta di elaborare nuove soluzioni strategiche e di farlo uscendo dai soliti schemi e inventandosene di nuovi

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Di giocare per innovare abbiamo parlato su STREAM, magazine on line, curato e interessante, segnalato dalla MITreview, sul monografico dedicato al #gioco #gaming #gamification #zup #innovare #nonsolozup. Ecco il link, godetevi la lettura:  www. thestreamagazine.com/gamifichiamoci

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