Perchè usiamo le picture cards per lavorare con I gruppi sull’innovazione strategica?

I metodi che utilizziamo prevedono un’alternanza tra momenti di formazione frontale e lavoro pratico con l’utilizzo di strumenti ad hoc per il brainstorming e l’elaborazione creativa. La metodologia che usiamo per lavorare con le carte è già stata consolidata nel nostro lavoro di facilitazione e partecipazione, lungo i diversi anni di lavoro, in momenti di formazione e workshop.

Ci ispiriamo alle pratiche di facilitazione e di progettazione condivisa usate soprattutto in ambito di design (ad esempio Ideo Method Cards e Play40 di Isao Hosoe), adattandole di volta in volta al nostro scopo. Ma usiamo spesso anche altre carte come quelle d’artista di Maria Lai, I Luoghi dell’arte a portata di mano  o quelle di Brian Ino Oblique Strategies, Over One Hundred Worthwhile Dilemmas).

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In entrambi i casi le carte sono usate in contesti diversi da quelli della produzione artistica (Maria Lai indaga con sapienza e in modo essenziale la materia e la composizione di un opera d’arte con infinite composizioni possibili e suggerimenti dati dal continuo mutare di punto di osservazione proposta dalle carte; Brian Ino con Peter Schmidt propone semplici frasi e aforismi che cercano di stimolare e incoraggiare il pensiero laterale). Nei workshop che abbiamo condotto con questi metodi emergono visioni nuove che aiutano a dimenticare e a riscoprire ciò su cui si sta lavorando (un nuovo piano di comunicazione, un nuovo assetto o sviluppo strategico, l’avvio del piano di fund rasising, la costituzione di una rete partendo da soggetti fino a quel momento autonomi, per esempio), a cooperare e individuare strade di lavoro (poi da implementare e da consolidare), o scenari strategici nuovi, a fare tutto ciò scoprendo quanto il gruppo può essere rigenerante per le idee e non sempre solo fonte di fatica o di conflitto.

Perché usiamo le carte?

  • Per coinvolgere attivamente i partecipanti
  • Per favorire il lavoro di gruppo e la condivisione di idee e immaginari
  • Per fare un passo in avanti rispetto alla definizione di un problema o di un aspetto critico
  • Per provocare associazioni di idee insolite e in grado di mettere in discussione gli assetti predefiniti

Le immagini sono in grado di mettere in moto inedite associazioni di idee e risvegliano aspetti del pensiero che non emergono abitualmente. Abbinate alle parole costituiscono un modo per affrontare la complessità.

Questa metodologia è accompagnata dal lavoro di moderazione condotto con l’uso di mappe mentali e di altre tecniche di visualizzazione della discussione (mututate da metodi diversi di facilitazione, e che hanno al centro la visualizzazione e poi il clustering delle discussioni).

Se siete più curiosi, scrivete a satta.noemi@gmail.com

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